Una volta era il “telelavoro”, oggi è lo “Smart Working”, ma le differenze sono significative.

Il disegno di legge sullo Smart Working, presentato dal Governo come delega nella legge di Stabilità 2016, sancisce una serie di principi cardine del “lavoro agile“.

Tra questi punti cardine vale la pena ricordare: meno vincoli sul luogo e orario di lavoro; il lavoratore organizza il proprio tempo in autonomia ed in maniera flessibile, viene data maggiore importanza ai risultati ottenuti anziché al tempo lavoro dedicato.

I diritti del dipendente restano invariati (infortuni sul lavoro e malattie professionali incluse) comprese norme sullo stipendio che inquadrano lo “Smart Worker” come un dipendente che svolge la stessa mansione in Azienda.

Secondo L’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano nel 2015 il 17% delle grandi Aziende aveva già avviato progetti di Smart Working con l’introduzione di nuovi strumenti digitali, policy organizzative e nuovi layout degli spazi di lavoro che sono diventate il 30% nel 2016. A queste vanno aggiunte un ulteriore 5% di PMI che hanno avviato programmi strutturati in tal senso.

La tecnologia ha senz’altro accelerato questo processo di migrazione verso lo Smart Working, basti pensare alla diffusione della banda larga (wired e wireless), alla diffusione di terminali mobili evoluti (smartphone, tablet, ultrabook) e alle tecnologie digitali in grado di permettere la collaborazione dei Team indipendentemente dalla loro collocazione geografica.

Tra le tecnologie digitali un ruolo fondamentale lo svolgono i servizi di:

  • “Social Collaboration” come instant messaging, webconference, Unified Communication & Collaboration;
  • I servizi e gli strumenti per la mobilità, come i mobile device e le mobile business app;
  • I servizi di accessibilità e sicurezza ed in particolare la VPN, i sistemi di protezione sui dispositivi mobili (come la crittografia e il remote wipe)

Da sottolineare, come riporta lo studio del Politecnico, che gli Smart Worker risultano più soddisfatti della media nella capacità di gestire la propria vita professionale e privata nel conciliare le esigenze personali e professionali.