Smart working: sperimentato ed adottato da tante imprese

Grandi aziende come Ferrero, Enel, Pirelli, Vodafone, dopo aver sperimentato e toccato con mano i vantaggi dello smart working, hanno deciso di adottare questo nuovo modello di organizzazione del lavoro. Il lavoro agile non richiede una postazione fissa in ufficio; consente di svolgere le proprie mansioni ovunque, da casa, dal bar, dal parco, dalla palestra, da un ufficio decentrato o da una postazione in coworking. È una modalità che soddisfa chi lavora e rende le imprese più competitive.

Grazie ad iniziative come “Sperimenta il lavoro agile”, organizzata dal Comune di Milano, le imprese possono avvicinarsi allo smart working e testare l’efficacia di questa realtà.

Durante la terza edizione della giornata del lavoro agile 2016 è stato condotto un sondaggio dal Comune di Milano. Dai risultati di questa indagine è emerso che:

  • su un campione di 2.299 lavoratori, il 47% sono uomini e il 53% donne;
  • il 30% ha tra 25 e 39 anni; il 60% ha tra 39 e 55 anni e il 10% sono over 55;
  • il 54% sono laureati e il 43% sono diplomati;
  • il 59% è impiegato, il 35% è quadro e solo 1% dirigente;
  • l’87% ha lavorato da casa, il 9% ha scelto sedi distaccate dell’azienda, solo 1% ha lavorato in un coworking;
  • Tempo risparmiato per gli spostamenti casa-lavoro: 234.937 minuti, pari a circa 163 giorni e 4 ore. L’incremento del tempo risparmiato nel 2016 è risultato pari a +32% rispetto al 2015 e +52% rispetto al 2014;
  • Tempo impiegato nel 43% dei casi per prendersi cura della famiglia, dedicarsi alla cura della casa e attività domestiche 20%, al lavoro 15%, al riposo 10%, alle proprie passioni e hobby il 6% e il 5% ad altro.

Il lavoro agile porta benefici anche all’ambiente: in un solo giorno sono stati evitati 58.438 km percorsi con mezzi privati a motore. Erano 35.752 km nel 2015 e 38.282 km nel 2014. Nella sola giornata del 2016 si è evitato di immettere nell’ambiente 1.93 kg di PM10, 26,6 kg di ossidi di azoto, 9,5 kg di biossido d’azoto e 11,7 tonnellate di anidride carbonica oltre a un risparmio di 5.080 litri di carburante.

Prima legge nazionale sullo smart working 2017 in Italia: fissa regole, modalità, stipendio e retribuzione.

Parità di trattamento economico e normativo; rispetto dei tempi di riposo; diritto alla disconnessione; piena tutela assicurativa contro infortuni e malattie professionali (dipendenti da rischi connessi alla prestazione lavorativa resa all’esterno dei locali aziendali). Sono questi i presupposti che regolano lo Statuto del lavoro autonomo.

Secondo le norme, l’accordo con il quale si decide di passare al lavoro agile va stipulato per iscritto, pena di nullità, sia a contratto di lavoro in corso che in fase di sua costituzione. Nell’intesa andranno disciplinati i tempi di riposo, per esempio con riferimento alla prestazione resa all’esterno dei locali i poteri direttivi e di controllo del datore. Ci si può sempre ripensare: il passaggio al lavoro agile è infatti risolvibile da entrambe le parti con preavviso. In tal caso, la prestazione torna alle modalità di tempo e di luogo ordinarie.

Il lavoratore agile, si scrive espressamente nelle nuove disposizioni sullo smart working, ha diritto ad avere un trattamento economico e normativo pari a quello complessivamente applicato, in attuazione dei contratti collettivi, nei confronti dei colleghi che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda. Eventuali riduzioni stipendiali sono ammesse, ma esclusivamente in caso di accordi che comportino riduzioni di orario (da full time a part time). L’accordo che disciplina la prestazione resa in modalità agile dovrà individuare, in particolare, i tempi di riposo del lavoratore e le misure tecniche e organizzative necessarie per assicurare la disconnessione dell’interessato dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro.

Rimangono da sciogliere tutte le questioni relative alla salute e alla sicurezza ( le aziende sono preoccupate di incappare in una nuova responsabilità oggettiva)  ed il raccordo della normativa nazionale con le intese aziendali.