A quasi un anno dalla legge sullo smart working, il 10 Aprile si celebra il #WorkFromHomeDay. Lo smart working ha portato alle aziende che lo hanno adottato, benefici economici-sociali enormi. Infatti, il lavoro agile produce un incremento di produttività pari a circa il 15% per lavoratore, che a livello di sistema Paese significano 13,7 miliardi di euro di benefici complessivi. Per i lavoratori, anche una sola giornata a settimana di remote working può far risparmiare fino a 40 ore all’anno di spostamenti; per l’ambiente, invece, determina una riduzione di emissioni pari a 135 kg di CO2 all’anno.

A che punto siamo

Nonostante i benefici dello smart working, le Aziende che lo hanno adottato sono poche. Per quanto riguarda le grandi Aziende, il 36 % nel 2017 ha avviato progetti strutturati, ma soltanto il 9% di queste lo ha concretizzato realmente.

Tra le PMI cresce l’interesse, ma con un approccio informale: il 24% ha avviato lo smart working, ma solo l’8% di queste lo ha fatto in maniera strutturata. Un altro 8% di PMI non conosce il fenomeno e ben il 38% si dichiara “non interessato” in particolare per la limitata applicabilità nella propria realtà aziendale. In Italia, Aziende come Ferrero e Enel hanno adottato il remote working. Leggi di più.

Smart working non è Telelavoro ma è una filosofia manageriale

Adottare lo Smart working non vuol dire semplicemente lavorare da casa, ma vuol dire adottare una filosofia manageriale che implica il passaggio ad una definizione del lavoro per obiettivi e non più su ore lavorate. Il rapporto che intercorre tra il manager e i dipendenti deve passare dal controllo alla fiducia.

Molto probabilmente è per questo motivo che le aziende fanno fatica ad adottare lo smart working: non sono pronte ad affrontare un cambiamento così profondo e radicale della cultura organizzativa aziendale.

Adottare lo smart working vuol dire adottare una nuova mentalità, completamente cambiata, un nuovo approccio al lavoro e al modo di collaborare in azienda. Le aziende che desiderano farlo devono effettuare al proprio interno la revisione della cultura organizzativa e degli stili manageriali.

Una volta che le aziende hanno fatto proprio questo nuovo approccio al lavoro, tra gli aspetti da ridefinire da ridefinire vi è la definizione di policy che garantiscano una certa flessibilità rispetto all’orario e al luogo di lavoro.

Grazie a strumenti tecnologici come il cloud, i device portatili e tutti gli strumenti che supportano la collaborazione, la scrivania diventa sempre più virtuale, e di conseguenza, lo smart working diviene sempre più concreto.

Il nuovo modo di lavorare si riflette anche sullo spazio lavorativo, che è sempre più liquido, flessibile e permeabile con altri ambienti della vita quotidiana. Infatti si stanno moltiplicando spazi di coworking, dove professionisti diversi condividono uno spazio lavorativo con parti personali e aree comuni.

Lo smart working è diventato talmente importante per lo sviluppo della cultura Aziendale del nostro paese che anche il Salone del Mobile 2019  ha dedicato un allestimento a questo tema: il Workplace 3.0, per il lavoro liquido e ibrido.

Passa anche tu allo Smart working, la tua Azienda ne godrà in produttività! Contattaci.